Siamo nel pieno della seconda ondata di calore e le previsioni meteorologiche indicano il proseguimento di questo caldo intenso sulla Pianura Padana almeno fino al primo fine
settimana di luglio, con temperature massime comprese tra 35 e 37 gradi e valori minimi notturni frequentemente superiori ai 25 gradi nelle aree urbane.
Le regioni maggiormente interessate sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. I dati dicono che alcune estati, ormai, bruciano più a giugno che ad agosto: secondo il Cnr lo scorso anno giugno ha chiuso con un’anomalia di +3,02 gradi sulla media 1991-2020, il secondo mese di giugno più caldo mai registrato in Italia. Agosto, lo stesso anno, si è fermato a +0,69°C. C’è chi attribuisce questo caldo intenso all’avvio di El Niño, il fenomeno che riscalda le acque del Pacifico equatoriale ma in realtà la causa sta nella
risalita di masse d’aria subtropicale dal Nord Africa. Le previsioni confermano che l’estate 2026 sarà più calda della media, con anomalie tra 1 e 2 gradi su tutto il Paese. Allerta per l’ondata eccezionale di calore anche nel Regno Unito, Francia, Svizzera, Germania e Spagna. In Francia è addirittura in forse la popolarissima ‘Festa della Musica’. Il ministero della Salute raccomanda di evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, mantenere una corretta idratazione, utilizzare ambienti climatizzati quando possibile,
monitorare le condizioni delle persone più vulnerabili, bere molto, dare acqua fresca agli animali domestici, conservare correttamente gli alimenti, evitare esercizi fisici nelle ore
più calde. Legambiente fa notare che aumentano gli eventi meteo estremi, arrivati in Italia, lo scorso anno, a quota 376, con +5,9% rispetto al 2024. Secondo i recenti dati del Copernicus Climate Change Service è praticamente certo che il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024. In base al set di dati analizzati è probabile che la temperatura media globale per il periodo 2023-2025 superi 1,5°C, il che rappresenterebbe la prima media triennale a registrare il superamento del limite stabilito dagli Accordi di Parigi.

